Introduzione
E così vuoi un creare il tuo personaggio
su Sword of Darkness...
...ma non sai da che parte cominciare.
Niente paura, procederemo passo passo e vedrai che non è nulla di spaventoso!
Indice
1 - Farsi venire l'ispirazione per il proprio personaggio
2 - Le razze
3 - Le carriere
4 - Come mi invento il background ?
5 - Le sporche meccaniche : parliamo di caratteristiche e abilità
6 - Chiedere aiuto
7 - Giocare di ruolo
E’ la prima cosa su cui prendere una decisione: che cosa ci va di fare?
Un metodo semplice è quello di dare un’occhiata al sito.
Scorrendo la sezione delle razze e quella delle carriere, possono venire tante idee.
Non è necessario leggere a fondo, solo dare un’occhiata, vedere cosa c’è. Qualcosa finirà per attrarre la nostra attenzione, per stuzzicare la nostra fantasia: meglio ancora, cercare di combinare razze e carriere, finché qualcosa non ci sembra interessante.
E’ questo ciò che ci serve adesso, un’idea generica di come vorremmo il personaggio.
Per definire i dettagli c’è tempo.
Altro modo può essere, invece, quello “analitico”.
Analizziamo quali ruoli ci sono, a grandi linee, e vediamo cosa ci attrae di più.
In generale, possiamo dire che abbiamo tre tipi “ideali” di personaggio: combattente, artigiano, “attore”.
Il “combattente”... combatte.
Ci sono essenzialmente tre “stili” per menare le mani: con armi da mischia, con armi da tiro, o con la magia.
Tutti e tre sono bilanciati uno con l’altro, quindi non cercare di capire quale sia più potente: scegli semplicemente quello che ti piace di più.
Come nota, considera che sviluppare più di uno stile (guerriero-mago, ad esempio) richiede più tempo e fatica, ma è possibile.
L’artigiano è esperto in qualche mestiere.
Avendo materie prime e strumenti del mestiere, può creare nuovi oggetti: armi e armature, carri, mobilio, vestiti, pozioni, cibi e altro ancora.
Ogni artigiano ha il suo competenza: fabbro, falegname, sarto, erborista, eccetera. E all’interno di ogni mestiere, puoi decidere di specializzarti su certe produzioni: ad esempio, il fabbro può concentrarsi sull’oreficeria e produrre gioielli.
Anche le abilità dei ladri rientrano tra i mestieri: capacità di nascondersi, borseggiare e scassinare sono incluse tra le abilità artigianali. Attento però, scegliere di fare il criminale può portarti rapidamente in guai enormi, specialmente se sei inesperto nel gioco!
Il personaggio “attore” si basa più sul modo in cui decidi di interpretarlo che non sulle meccaniche.
Un pg mendicante, un giullare, uno studioso, non hanno bisogno di abilità particolari, poiché il loro fascino si basa soprattutto su come vengono interpretati e “mossi” dal loro giocatore.
Può essere però difficile “sopravvivere”, guadagnarsi il pane e i vari rifornimenti di cui si può avere bisogno. Un modo può essere adattarsi a qualche lavoretto occasionale; un altro, chiedere prima sul forum se qualcuno sia disposto a dar lavoro al pg che hai in mente.
Le razze di Sword of Darkness sono le tipiche razze dei giochi fantasy.
Tuttavia, anche se è abbastanza intuitivo cosa siano, è bene dare un’occhiata alla parte di ambientazione che le descrive se si è interessati ad una certa razza; non è detto che il modo in cui Sword of Darkness intende i nani sia lo stesso che ha in mente il giocatore!
Le razze sono divise in modo molto generico tra “chiare” e “scure”; una distinzione più sfumata del solito “buone” e “malvagie”. In realtà, in Sword of Darkness le razze non hanno una connotazione così banale: in effetti, possono essere viste come nobili o spregevoli in base ai punti di vista.
Da tenere presente che inizialmente i personaggi appartenenti alle razze “chiare” (umani, nani, elfi, halfling) si troveranno in gioco nella città di Hald Eren, nella parte ovest del continente; i personaggi appartenti a razze “scure” (elfi oscuri, orchi, goblin) giocheranno invece a Ol-Dorgoth, nella parte orientale dello stesso continente.
I contatti tra le due città saranno molto difficili all’inizio, data l’enorme distanza.
La divisione tra i due gruppi significa anche che le razze “chiare” e quelle “scure” si conoscono solo tramite racconti e leggende. L’incontro con membri di una delle razze “lontane” sarà probabilmente accompagnato da stupore e sorpresa.
Una nota importante è che gli elfi chiari e gli elfi oscuri ignorano completamente l’esistenza gli uni degli altri: ognuno dei due ceppi elfici crede di essere l’unico superstite della razza.
In fondo alla descrizione completa di ogni razza c’è anche un generatore casuale di nomi: puoi usarlo per farti venire l’ispirazione!
Evita invece di usare nomi presi da film, libri, fumetti e via dicendo; non sono accettabili. Evita anche nomi “stupidi” o fuori ambientazione.
Scegliere un nome decente e originale richiede poco tempo ed è un buon biglietto di presentazione per te come giocatore! Se scegli un nome poco adatto, chi ti incontrerà in gioco lo prenderà come un indice di mancanza di maturità, o penserà addirittura che sei lì solo per rovinare il gioco agli altri.
Ora. diamo una rapida occhiata alle razze disponibili per il proprio personaggio.
Umani:
Sono la razza “media”, senza particolari punti di forza ma anche senza particolari debolezze.
Sono molto versatili, potendo riuscire in ogni campo.
Anche l’interpretazione di un umano è considerata molto “facile”: essendo la razza più vicina al giocatore stesso, è molto facile immedesimarsi. Inoltre, non hanno particolarità speciali che richiedono un’interpretazione speciale.
In genere, proprio per la facilità di interpretazione e l’adattabilità, si consiglia al giocatore alle prime armi di scegliere un umano, a meno che non sia molto attratto da un’altra razza.
E’ da notare comunque che anche un umano può essere un personaggio complesso e “profondo”, interpretato con ricchezza di particolari. E’ solo questione di preferenze.
E’ possibile interpretare umani di diversi ceppi etnici, simili a quelli esistenti (o esistiti) nella realtà; nel dubbio, però, è meglio chiedere allo staff prima di creare un umano simile a un vichingo, un pellerossa o un arabo.
Nani:
La tipica razza fantasy di umanoidi bassi, tarchiati e barbuti, infaticabili ed abili lavoratori, combattenti senza paura.
Sono ottimi come guerrieri e decenti con le armi da tiro, mentre è loro precluso l’uso della magia: hanno invece, soltanto loro, l’uso delle rune magiche.
Nei mestieri, sono ovviamente grandi fabbri, minatori e lavoratori della pietra. Sono invece pessimi nelle abilità furtive.
L’interpretazione di un nano tende al tipico carattere pratico, orgoglioso e un po’ burbero. Non hanno problemi a instaurare relazioni con altre razze, anche se hanno un’antica rivalità con gli orchi.
Il nano attira di solito chi vuole giocare un buon combattente e/o artigiano, dalla personalità diretta e rude ma non malvagia.
Halfling:
I piccoli umanoidi fanciulleschi, furbi e scaltri, allegri e curiosi.
Poco portati come guerrieri, sono invece temibili nell’uso delle armi da tiro e buoni maghi; inoltre, possiedono una resistenza naturale alla magia.
Bravi sarti, falegnami, erboristi e contadini, ma la loro abilità leggendaria è nella cucina. Sono anche la razza più portata per la furtività.
Gli halfling sono una razza attraente per chi ama l’interazione: possono avere rapporti con tutte le razze e il loro aspetto innocuo e simpatico tende a farli benvolere da tutti. Molto astuti, possono essere dei piccoli raggiratori furbastri ma non sono mai malvagi.
Elfi:
Gli elfi sono i tipici elfi della fantasy: bellissimi, sofisticati, un po’ altezzosi, portati naturalmente per la magia.
Sono i migliori arcieri di tutte le razze e agili guerrieri, veloci anche se meno robusti, Sono anche buoni maghi, e la magia è tanto naturale per loro che tutti gli elfi hanno a disposizione una scuola di magia aggiuntiva, detta appunto “Elfica”: un mago elfo, cioè, ha a disposizione sia la magia Elfica che quella della scuola di magia scelta; mentre un elfo che non pratichi la magia, conosce comunque la magia Elfica.
Nei mestieri, l’affinità con la natura fa degli elfi ottimi falegnami, erboristi e medici. Abili anche come fabbri, agricoltori e cacciatori, aiutati anche dal loro talento naturale nel muoversi in silenzio.
Gli elfi sono una razza affascinante per molti: belli e aggraziati, saggi e imperscrutabili, sono creature fantastiche molto poetiche.
Non tutti però amano il loro carattere distaccato e sottilmente superbo, trovandoli fastidiosamente “snob”. In un certo senso, sono un po’ l’opposto dei nani.
NOTA: Gli elfi ignorano l’esistenza degli elfi oscuri: pensano di essere i soli sopravvissuti della razza elfica.
Elfi Oscuri:
Separati millenni fa dagli elfi chiari a causa delle invasioni degli orchi, gli elfi oscuri si sono adattati per sopravvivere, venendo a patti con la crudeltà della vita e modificando la loro cultura; al punto da avere rapporti di reciproca convenienza con goblin e orchi.
La carnagione pallida e altri lievi dettagli li distinguono dai loro fratelli chiari, ma hanno le stesse caratteristiche fondamentali. Sono più portati alla sinistra sfumatura dell’assassino, rispetto agli elfi occidentali.
Gli elfi oscuri mantengono l’attrattiva degli elfi chiari, ma la sfumatura di cinismo e crudeltà gli da un tocco “gotico” che piace a molti.
Nell’interpretazione, spesso viene esaltata la loro arroganza e il disprezzo malcelato verso le “razze inferiori”.
NOTA: Gli elfi oscuri ignorano l’esistenza degli elfi chiari: pensano di essere i soli sopravvissuti della razza elfica.
Orchi:
Gli orchi sono brutali e barbarici umanoidi emigrati nelle terre del nord, che hanno imparato a convivere con le altre razze oscure nei tempi più recenti.
Sono eccellenti guerrieri, goffi ma fortissimi, mentre sono pessimi nell’uso delle armi da tiro; possono diventare buoni maghi, ma hanno accesso solo alla loro scuola di magia esclusiva, la magia sciamanica.
Gli orchi sono pessimi artigiani e tutto ciò che producono tende a essere rozzo e grossolano. Tradizionalmente si procurano ciò che gli occorre razziando, ma in tempi più recenti la convivenza con le altre razze li ha portati a concepire lo scambio come sistema per ottenere beni di cui hanno bisogno. Sono decisamente poco portati per la furtività.
Gli orchi vengono solitamente interpretati con un carattere diretto, istintivo e tendenzialmente violento. Tuttavia l’ambientazione di Sword of Darkness permette di giocare anche rapporti pacifici con le altre razze, e un personaggio orco può avere una personalità ricca come qualunque altro personaggio.
Goblin:
I goblin sembrano piccoli orchi, e per lungo tempo hanno vissuto con i loro cugini più grossi. Quello che gli manca in potenza fisica è compensato da intelligenza, astuzia e abilità manuale.
Non sono particolarmente portati per nessun genere di combattimento; tuttavia, hanno a disposizione armi di loro invenzione che sono gli unici a saper utilizzare e compensano le loro carenze fisiche. A differenza degli orchi, possono accedere a qualunque scuola magica.
I goblin sono abili artigiani, ma soprattutto hanno la capacità unica di inventare marchingegni di ogni genere. Sono anche portati come mercanti, pronti a trafficare con qualunque razza, e hanno anche una tendenza naturale ai maneggi furtivi.
I goblin sono un po’ l’equivalente “oscuro” degli halfling, a livello di caratterizzazione. Curiosi, furbi, opportunisti, i loro strani aggeggi possono essere una brutta sorpresa per chi li sottovaluta.
Sono forse la razza oscura che è più portata all’interazione con le altre razze: nessuna, infatti, ha pregiudizi nei loro confronti, e le loro abilità peculiari incuriosiscono molti.
Alla pagina relativa, puoi vedere le carriere tra cui puoi scegliere per il tuo personaggio.
Una carriera vuol dire semplicemente: quello che il tuo personaggio ha fatto finora, prima insomma del momento in cui entrerà effettivamente in gioco, guidato da te.
Il personaggio non è nato 30 secondi fa, a livello di interpretazione: ha avuto un’infanzia e una giovinezza e avrà imparato qualcosa.
Con la scelta della carriera, scegli quali abilità avrà sviluppato, e quindi con che capacità partirà.
Nota bene: la scelta della carriera ha come effetto solo quello di far partire il tuo personaggio con un punteggio più alto in qualche abilità. NON ha alcun effetto invece su quello che imparerà in gioco!
Puoi scegliere di partire come artigiano e poi imparare a combattere, ad esempio. L’unico svantaggio è che dovrai sviluppare delle abilità da zero: ci vorrà più tempo e potrebbe essere frustrante.
Lo stesso vale per ogni scelta: devi quindi scegliere quali cose ti sembrano più importanti per il tuo personaggio. Se vuoi giocare principalmente un artigiano, partire senza nessuna abilità nel mestiere che ti piace potrebbe rivelarsi scoraggiante.
Un altro motivo per scegliere una carriere può essere, semplicemente, il voler rispecchiare il suo background. Ad esempio, puoi avere in mente un personaggio che ha vissuto di espedienti finora e poi ha deciso di diventare un cavaliere. Così, anche se in gioco farai il guerriero, puoi scegliere come carriera il ladro.
Sulle carriere c’è poco da dire: ognuna ti da alcune abilità. Alcune sono orientate al combattimento, altre a certi mestieri, altre ancora a ruoli di interpretazione. Le barre grafiche danno un’idea di massima su quali abilità prediliga la carriera e quanto sia alto il punteggio.
Considera che tutte le carriere sono bilanciate tra loro: se una ha punteggi relativamente bassi, vuol dire che probabilmente comprende anche altre abilità, non indicate esplicitamente. Come detto, la lista è solo un’indicazione di massima; quindi scegli in base a ciò che ti interesserebbe fare e non in base a complicati calcoli sui vantaggi che potrebbe darti.
In fondo alla pagina vedrai che c’è una lista che specifica se a una certa razza sono precluse alcune carriere (oppure se viene chiamata con altro nome: ad esempio, “apprendista mago” viene chiamato “apprendista sciamano” per gli orchi). Le carriere precluse sono relativamente poche: ad esempio, orchi e nani non hanno carriere iniziali legate al mare perché queste due razze non lo amano.
Il “background” (abbreviato in BG) è la storia del personaggio: vale a dire, ciò che gli è successo nel passato.
Quando si parla di un personaggio appena creato, il background è la sua vita prima di entrare in gioco. Ovvero: chi erano i suoi genitori, dove e da chi è stato allevato, come ha imparato la sua carriera, che personalità ha?
Quando cominci a rispondere a queste domande, stai cominciando a creare il background del tuo personaggio.
Il background, come è evidente, serve unicamente per interpretare il personaggio al meglio.
Decidendo una storia passata per lui, crei un “supporto” che ti aiuta a giocare il suo ruolo.
Se è chiuso e non si fida degli altri, puoi giustificare questo tratto della sua personalità dicendo che è stato tradito in passato; se è freddo emotivamente, può essere perché non è stato allevato dai suoi genitori ma è cresciuto come un servo per gente che non gli ha mai mostrato affetto.
Il background non è obbligatorio, ma è consigliabile avere almeno una vaga idea del passato del proprio personaggio: dopotutto, qualcuno in gioco potrebbe farti domande al riguardo e sarebbe imbarazzante non saper rispondere!
Quanto approfondire il background è una tua scelta.
Alcuni giocatori amano avere background molto dettagliati, e lunghi pagine e pagine.
Altri, pur interpretando molto bene personaggi estremamente approfonditi psicologicamente, preferiscono un background relativamente semplice e snello.
Vediamo qualche semplice linea guida per fare un background.
Il primo punto è stabilire chi erano i genitori, la sua famiglia, i suoi parenti. La soluzione semplice (anche se banale) è dire che è un orfano: evita di doversi giocare rapporti con parenti ancora viventi chissà dove!
Il passo successivo è pensare alla sua infanzia. Qui puoi cominciare a giustificare la sua personalità e le scelte successive: magari qualche evento di quando era bambino gli ha fatto prendere la decisione di diventare un guerriero, o un mago. Oppure un sopruso subito o a cui ha assistito lo ha spinto poi a diventare un campione dei deboli.
L’adolescenza è il periodo ideale in cui situare il suo apprendimento delle abilità con cui inizia il gioco. Presumibilmente sarà stato apprendista in una bottega o avrà iniziato a studiare la magia o ad addestrarsi con l’arco... oppure può aver imparato da solo, diventando un ladruncolo per necessità.
Spesso si scelgono eventi tragici per spiegare come il proprio personaggio abbia maturato certe scelte di vita o sviluppato un certo tipo di carattere. Può anche darsi però che sia semplicemente dovuto all’esempio di qualcuno, che gli ha fatto da modello di comportamento: l’onorevole cavaliere che gli ha insegnato a combattere o il taciturno e severo mago che gli ha impartito i rudimenti della magia.
Puoi anche decidere di dare al tuo personaggio qualche strana abitudine, una fobia, una strana mania; nel qual caso, il background è il modo per giustificare come sia nata.
Un buon consiglio, nel creare il tuo background, è di cercare di tenere le cose semplici.
E’ facile farsi trasportare dall’immaginazione e pensare a genitori nobili, a un leggendario ranger elfico che gli abbia insegnato il tiro con l’arco, e così via.
Tuttavia, diventa molto difficile spiegare poi perché allora il personaggio cominci il gioco come un qualunque giovincello senza ricchezze, equipaggiamento speciale o abilità eccezionali!
Quindi, nel dubbio è sempre meglio “volare bassi” e magari tenere le cose sul generico; meglio evitare anche di dire che si proviene da una favolosa città che in realtà non esiste nel mondo di gioco, oppure che si era stati allevati da un ordine di cavalieri anch’esso inesistente.
La maggior parte degli altri giocatori reagirebbe trattando il tuo personaggio come un bugiardo fanfarone, se comincia a vantare di discendere da una famiglia reale che nessuno ha mai sentito nominare!
Se hai amici che giocheranno con te, o magari che hanno già un personaggio in gioco, è perfettamente accettabile mettersi d’accordo con loro e dire nel tuo background che sei un loro parente, o un vecchio amico.
E meglio giustificare nel tuo background il fatto che il tuo personaggio abbia un legame con quelli dei tuoi amici, piuttosto che trovare una scusa raffazzonata in gioco: tipo il creare una profonda amicizia dopo aver bevuto insieme un boccale di birra in taverna!
Se proprio senti il bisogno di inserire qualcosa di particolare nel tuo background, è meglio chiedere allo staff.
Ad esempio, se hai in mente un personaggio ispirato ai vichinghi, agli arabi del medioevo, ai samurai... è meglio chiedere allo staff se sia possibile, e nel caso come giustificare la cosa. Forse nel mondo di gioco ci sono effettivamente nomadi del deserto o un popolo dei ghiacci che vive negli igloo... altrimenti, ti aiuteranno a trovare una soluzione.
Un buon consiglio: scrivi il tuo background, magari in un documento di testo di qualche genere.
Puoi arricchirlo e perfino modificarlo anche durante il gioco, se trovi qualche cosa che non ti piace o che sembra poco logica, e se ti viene un’idea migliore.
Inoltre, avere a portata di mano il background ti aiuterà a non dimenticare i nomi dei tuoi 13 fratelli o, se sei un nano, dei tuoi antenati fino alla settima generazione!
E per concludere, il mio consiglio personale.
Per fare un buon background, la cosa migliore è spesso scegliere il modo più semplice per spiegare la carriera del personaggio e il suo carattere.
Ricorda che il tuo personaggio è giovane, inesperto e sconosciuto; e che non conosci il mondo intorno a te. Quindi, meglio dire che hai sempre vissuto dalle parti dell’insediamento in cui comincerai il gioco e che non hai mai viaggiato molto o compiuto imprese eclatanti.
Tutto quello che il tuo personaggio è capace di fare è riassunto dai suoi attributi.
Questi sono divisi in Caratteristiche, ovvero attitudini generiche; e Abilità, ovvero conoscenze specifiche che il tuo personaggio ha appreso.
Ad esempio, il fatto che sia forte e robusto è rappresentato da un punteggio alto nelle Caratteristiche di Forza e Costituzione; il fatto che sia uno spadaccino esperto è indicato dal fatto che ha un punteggio alto nelle Abilità Spada, Combattere, Difendersi, e altre ancora.
Vediamo come il gioco utilizza questi dati, nel concreto.
Ogni volta che dai un comando al tuo personaggio, il server di gioco (cioè, il programma che gira sul computer a cui ti colleghi via Internet per giocare) deve stabilire se l’azione che gli hai comandato di fare avrà successo oppure no.
Molte azioni banali riescono automaticamente: parlare, camminare lungo una strada, aprire una porta non chiusa a chiave; sono tutte azioni che, salvo condizioni molto particolari, riescono sempre.
Invece, cercare di colpire un avversario, nascondersi alla vista o cercare di cucire un vestito partendo dai materiali grezzi sono tutte azioni che necessitano di un Tiro Abilità.
In pratica, significa che il server di gioco controlla le conoscenze e le capacità del tuo personaggio, e poi decide se riesce a fare quello che gli hai comandato di fare.
In genere, il server considera due Abilità: una Primaria e una Secondaria.
Ad esempio, per ficcare la tua spada nella pancia di qualcuno, il server considera l’Abilità primaria Spada, e la Secondaria Combattere.
L'Abilità Primaria conta il doppio rispetto alla Secondaria. Quindi per fare un'azione il server fa una media delle due Abilità media calcolata così: (abilità_primaria + abilità_primaria + abilità_secondaria) diviso 3.
L’Abilità Primaria quindi ha un peso maggiore; l’Abilità Secondaria, però, viene usata per molti tipi di azione differenti.
Tornando all’esempio del combattimento corpo a corpo: a seconda dell’arma che impugni, cambia l’Abilità Primaria: Spade, Mazze, Spade_corte, eccetera. Però l’Abilità Secondaria per tutti gli attacchi in corpo a corpo è sempre la stessa: Combattere.
A seconda delle difficoltà dell'azione potremmo portarla a termine o fallire; il server introduce un elemento casuale, quindi il successo o il fallimento non sono mai garantiti.
In caso di fallimento si può sempre ritentare l'azione: se un attacco manca il bersaglio, il personaggio cercherà nuovamente di colpirlo, appena possibile.
Fallire un’azione può avere conseguenze spiacevoli: ad esempio, se non riesci a cucire un vestito sprecherai i materiali necessari. Se ne hai ancora a disposizione, però, puoi tentare nuovamente.
Un’azione può avere diversi gradi di successo.
Questo è particolarmente evidente quando si creano oggetti: puoi aver successo ma creare un vestito di bassa qualità, oppure puoi avere un successo consistente e il vestito sarà di fattura migliore.
La qualità dell’oggetto creato è visibile guardando l’oggetto stesso: un oggetto di buona fattura è migliore nella sua funzione, e inoltre viene pagato meglio quando lo si vende.
In tutto questo, cosa c’entrano le Caratteristiche?
Le Caratteristiche sono attitudini generali, come detto.
Hanno un’influenza sulle Abilità e quindi sulle azioni, ma il loro effetto è limitato, piuttosto minore.
Ad esempio, se due personaggi con Abilità di livello simile si confrontano, allora quello che ha investito pesantemente su una Caratteristica che influenza quell’Abilità avrà un leggero vantaggio. Ma se uno dei due ha un punteggio nettamente migliore in quell’Abilità, allora poco varrà il bonus offerto dalla Caratteristica.
Come puoi vedere nel client, alla creazione del personaggio tutte le Caratteristiche hanno tre “pallini” ognuna.
Puoi scegliere di togliere fino a tre pallini da una Caratteristica e puoi aggiungerne fino a tre ad un’altra. Il conto deve sempre rimanere lo stesso, ovviamente: quindi per alzare una Caratteristica di un punto devi diminuire di un punto il punteggio di un’altra Caratteristica.
Le Caratteristiche sono divise in Primarie (Forza, Costituzione, Velocità, Potenza, Riflessi) e Secondarie (Manualità, Intelligenza, Empatia, Furtività). Puoi scambiare punti solo tra Primarie con Primarie, e tra Secondarie con Secondarie. Ovvero, non puoi per esempio togliere 3 punti a Empatia e aggiungerli a Forza; puoi invece togliere 3 punti a Empatia e aggiungere 2 punti a Intelligenza e 1 punto a manualità.
Le Caratteristiche, una volta creato il personaggio, sono immutabili.
Non cambieranno più nel corso del gioco e resteranno sempre uguali.
Ai punteggi assegnati durante la creazione si sommano quelli determinati dalla razza del personaggio.
Ad esempio, mettiamo che il mio personaggio sia goblin, e che io tolga 2 punti dalla Forza e aumenti di 2 la Velocità. Avremo quindi 1 punto in Forza e 5 punti in Velocità. A questi punti si aggiungono quelli per la razza goblin: 2 per la Forza, 3 per la Velocità. Il risultato finale sarà: 3 punti di Forza e 8 di Velocità.
Per riferimento, la scala va da 0 (minimo) a 12 (massimo), e 6 è il punteggio medio.
Le Caratteristiche Primarie influenzano i tre tipi di combattimento:
Il combattimento corpo a corpo usa la Forza per infliggere maggiori danni, e la Velocità per portare più colpi.
Il combattimento con armi da tiro usa Velocità e Riflessi per aumentare la velocità di ricarica delle armi.
La magia usa la Potenza per aumentare il danno degli incantesimi e i Riflessi per ridurre il tempo necessario a lanciarli.
La Costituzione influenza i Punti Ferita del personaggio, ovvero quanti colpi può subire prima di entrare in coma.
Le Caratteristiche Primarie hanno anche altri effetti.
La Forza influisce sul peso che il personaggio può sollevare e trasportare. Inoltre ha una lieve influenza sulla capacità di parare i colpi con arma o scudo.
I Riflessi hanno una lieve influenza sulla capacità di schivare i colpi.
La Potenza influisce sulla resistenza alla magia, cioè la difesa contro gli attacchi magici.
Le Caratteristiche Secondarie non riguardano il combattimento ma influenzano altri aspetti:
La Manualità influisce sulla capacità di creare oggetti di buona fattura con le abilità di artigianato.
L’Intelligenza influisce su quanto il personaggio può imparare (migliorare le proprie abilità) per ogni giorno reale di gioco.
L’Empatia influenza le reazioni dei mob (creature e personaggi controllati dal server di gioco): con Empatia alta diminuisce la probabilità di essere attaccati, mentre la probabilità aumenta con Empatia bassa.
La Furtività influisce sulle abilità furtive: nascondersi, borseggiare, scassinare e così via.
Ma, chiederete voi, quali sono le Caratteristiche “giuste” da scegliere per il mio personaggio?
In verità, non c’è una risposta unica: tutte le Caratteristiche sono bilanciate e scegliere è solo questione di gusti.
Ad esempio, se ci si vuole concentrare solo su un personaggio guerriero, è una buona idea privilegiare Forza, Costituzione e Velocità, sacrificando Potenza e Riflessi. Ma se ci si vuole interessare di più cose, si possono modificare le Caratteristiche in modo meno radicale, o perfino lasciarle tutte sul punteggio medio.
Sicuramente avrete una preferenza, uno stile di gioco che vi attira di più; ma magari non riuscite a decidervi su quale Caratteristica “sacrificare”.
Un buon consiglio può essere quello di scrivere una “scaletta” di quello che più ci interessa. Magari vuoi essere un buon artigiano, intelligente e furtivo: troppe cose per averle tutte al massimo. Allora, mettile in ordine di importanza, cercando anche di immaginare quale userai di più in gioco. Questo ti aiuterà a decidere.
E’ normale sentirsi spaesati o addirittura in preda al panico, appena entrati in gioco, se si è completamente nuovi ai mud!
Rilassati, troverai facilmente qualcuno per aiutarti se è necessario.
Intanto, tieni aperta la parte del sito con l’elenco dei comandi: per i primi tempi, potrai consultarla finché non ti verrà naturale usare i vari comandi.
Il comando più importante per un nuovo è “sussurra”.
Con questo comando di comunicazione il tuo personaggio può rivolgersi ad un altro, senza che nessun altro lo senta.
La cosa importante è che è consentito usarlo per rivolgersi non al personaggio ma al giocatore che lo muove, ad esempio per chiedergli aiuto sui comandi, o magari per scambiarsi Skype, MSN o altri sistemi di comunicazione.
Ad esempio, se hai di fronte un “elfo imponente” puoi scrivere: “suss impon: aiuto, sono nuovo e non ci capisco niente!” Solo il giocatore del personaggio “elfo imponente” leggerà il tuo messaggio, così non rovinerai l’atmosfera di gioco agli altri presenti.
Anche più utile è il comando “pensa”.
Questo comando manda un messaggio che può essere letto solo dai membri dello staff (amministratori e master) eventualmente in linea. Esempio: “pensa sono nuovo, c’è qualcuno che mi aiuta, per pietà?”
Verrà inoltre utilizzato da giocatori volontari che si offrano di fare da aiuto e guida ai nuovi arrivati. Insomma, è pensato apposta per il giocatore alle prime armi, quindi non vergognarti ad usarlo!
Anche il forum presente sul sito è un ottimo modo per farsi dare un aiuto.
Presentandoti come nuovo giocatore che ha bisogno di aiuto, troverai sicuramente molti altri giocatori disposti ad aiutarti, sia fuori dal gioco che al suo interno.
Vedrai che gli altri giocatori saranno molto disponibili.
Tutti abbiamo cominciato sentendoci disorientati, e siamo pronti ad aiutare i nuovi giocatori ad ambientarsi e arricchire la comunità di gioco di cui facciamo parte!
Sword of Darkness è un gioco di ruolo. Ovvero, quando ci si collega ci si cala nel ruolo del proprio personaggio, interpretandolo come se si fosse attori su un palcoscenico.
E’ importante, quindi, saper distinguere e tenere sempre separati il personaggio dal giocatore.
Si parla spesso di ON e OFF, a volte scritti “gdr on” e “gdr off”.
Per ON si intende tutto ciò che riguarda il gioco e l’interpretazione; l’OFF, invece, è ciò che riguarda i giocatori, le persone “vere” che muovono i personaggi.
Tenere distinte le due componenti è fondamentale.
Due *personaggi* possono odiarsi e anche uccidersi in gioco; ciò non significa che i due *giocatori* si odino!
Questa distinzione può sembrare banale, ma è fondamentale per prendere questo gioco, a volte troppo coinvolgente, nel modo giusto: ricordando cioè che, OFF, siamo tutti qui per divertirci insieme!
Un altro punto importante è il cosiddetto “metagame” o “metagaming”: cioè, lo sfruttare ON con il proprio personaggio informazioni che si sono apprese OFF come giocatore.
Questo è un comportamento estremamente malvisto dai giocatori esperti, visto che può rovinare in un momento giocate che hanno magari richiesto mesi di preparazione.
Gli esempi sono molti: ad esempio, leggendo il forum posso sapere che Tizio è un personaggio criminale, e sfruttare poi questa informazione in gioco per controllare pesantemente finché non riesco finalmente a coglierlo con le mani nel sacco.
Ma questo genere di comportamento non è divertente per nessuno. Specialmente per chi, giocando normalmente, può vedere il suo gioco limitato o completamente distrutto da chi sfrutta mezzucci di ogni genere pur di “averla vinta”.
Ecco perché chi vuole “vincere a tutti i costi”, anche al prezzo di rovinare il gioco agli altri, è malvisto; l’ottenere un risultato ON non giustifica il causare grossi fastidi a tutti OFF.
Sfruttare piccole “furberie” e mezzucci di vario genere non fa apparire un giocatore più astuto, ma solo un patetico imbroglione che verrà schifato da tutti!
Il buon giocatore, in un gioco di ruolo, è quello che riesce a calarsi bene nel “punto di vista” del personaggio, quando interpreta; e contemporaneamente, a non farsi trascinare troppo da questo immedesimarsi. Un buon giocatore riesce anche a prendere la distanza dal suo personaggio, a tenere presente che è solo un gioco e quindi ad accettare anche le “sconfitte” e a lasciare spazio al gioco (e quindi al divertimento altrui).
I giocatori più apprezzati sono capaci di trovare il modo per far divertire gli altri giocatori con cui interagiscono, perché sono capaci di mettersi nei loro panni e di dargli opportunità di gioco.
Il personaggio guardia farà di tutto per prendere il personaggio ladro e metterlo in prigione; ma se è un buon giocatore, il giocatore della guardia lascerà magari al personaggio ladro l’opportunità di tentare l’evasione, anche se magari ha visto che gli ha sfilato di tasca le chiavi della cella...
Insomma, come disse una mia arguta amica anni fa: “Non te la prendere... tutto sommato è solo un pugno di elettroni in un modem!”
15.12.2009. 21:55